Credente non praticante

Cari fratelli e sorelle in Cristo, voglio parlarvi di chi si definisce credente non praticante.

Chi non pratica non può considerarsi cristiano credente.

Facciamo un esempio. Se un uomo va a lavorare, alla fine del mese recepisce lo stipendio; è la giusta ricompensa per aver svolto il suo lavoro. Se invece un uomo non si presenta mai al lavoro e alla fine del mese pretende di percepire lo stipendio, il padrone glielo nega.

Questo semplice esempio per capire che Dio, benché sia infinitamente Misericordioso, è anche Giusto e non può dare il medesimo premio a chi pratica e a chi non pratica, a chi rispetta la Sua Legge e a chi non la rispetta.

C’è anche una differenza tra chi frequenta e chi pratica. Frequentare soltanto ma rimanere uguali, non cambiare e non rispettare quello che Dio ci chiede non serve a nulla; bisogna praticare, cioè vivere quello che Dio vuole da noi. Altrimenti si diventa praticanti ma non credenti.

Il Cristiano fai-da-te non esiste, il vero Cristiano è colui che rispetta le Leggi di Dio, segue i Suoi Comandamenti, partecipa alla Santa Messa, alla Confessione, fa la carità, non giudica i fratelli, perdona i torti e cerca ogni giorno di essere migliore.

Con amore vostro fratello

Dario.

I 10 Comandamenti:

Io sono il Signore Dio tuo:

1) Non avrai altro Dio fuori di me.

2) Non nominare il nome di Dio invano.

3) Ricordati di santificare le feste.

4) Onora il padre e la madre.

5) Non uccidere.

6) Non commettere atti impuri.

7) Non rubare.

8) Non dire falsa testimonianza.

9) Non desiderare la donna d’altri.

10) Non desiderare la roba d’altri.