La convivenza

Cari fratelli e sorelle, oggi parliamo della convivenza, un modo di vivere ormai molto diffuso, ma al tempo stesso un errore assai grave che molte coppie commettono.

La convivenza va contro la legge di Dio; due persone che si amano, che fanno un cammino di fede, che si vogliono conoscere veramente non hanno bisogno di fare una prova di convivenza per vedere se stanno bene insieme. Inoltre subentra la sessualità prima del matrimonio, un peccato che offusca il rapporto e chiude il dialogo: per conoscere una persona e capire se è quella giusta bisogna parlarsi, conoscersi, comprendersi, pregare insieme.

Chi convive e non rispetta la castità non può fare la comunione e se si confessa non può essere assolto, se non c’è l’intenzione di non commettere più quel peccato. Per questo non ci si deve sentire esclusi dalla Chiesa; anzi è il momento di intraprendere un vero cammino di fede, fare il fermo proposito di castità per arrivare al matrimonio nella Grazia e nella verità di Dio. Infatti un rapporto così, fuori dalla legge di Dio, va contro i principi cristiani; anche il matrimonio in comune non è valido agli occhi di Dio. Anche se si hanno figli, alla luce della verità cristiana, non si è formata una famiglia secondo la volontà di Dio.

Il matrimonio in Chiesa è una benedizione del Cielo, è un Sacramento indissolubile. Nella celebrazione del matrimonio, Dio è presente e i due sposi diventano una carne sola.

Il rendersi conto di non essere nella giusta posizione davanti a Dio non deve spaventare anzi, deve essere uno stimolo per abbandonare il peccato e camminare con Gesù e la Madonna per tutta la vita. Aprendo il cuore al confessore ci aiuterà a trovare la strada giusta. Sappiamo che il diavolo odia le famiglie, vuole distruggerle e non vuole che siano benedette da Dio tramite il sacramento del matrimonio, perché sono il bene più prezioso agli occhi di Dio, da cui si genera la vita.

Se vogliamo essere cristiani, la Chiesa è nostra Madre e dobbiamo obbedire, seguire la Sua legge perché è la Legge e la Volontà di Dio. Anche i genitori non devono avvallare questo peccato dei figli perché sono responsabili davanti a Dio.

Con amore fraterno

Dario

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica

2353 La fornicazione è l’unione carnale tra un uomo e una donna liberi, al di fuori del matrimonio. Essa è gravemente contraria alla dignità delle persone e della sessualità umana naturalmente ordinata sia al bene degli sposi, sia alla generazione e all’educazione dei figli. Inoltre è un grave scandalo quando vi sia corruzione dei giovani.

2360 La sessualità è ordinata all’amore coniugale dell’uomo e della donna. Nel matrimonio l’intimità corporale degli sposi diventa un segno e un pegno della comunione spirituale. Tra i battezzati, i legami del matrimonio sono santificati dal sacramento.

2363 Mediante l’unione degli sposi si realizza il duplice fine del matrimonio: il bene degli stessi sposi e la trasmissione della vita. Non si possono disgiungere questi due significati o valori del matrimonio, senza alterare la vita spirituale della coppia e compromettere i beni del matrimonio e l’avvenire della famiglia.

2390 Si ha una libera unione quando l’uomo e la donna rifiutano di dare una forma giuridica e pubblica a un legame che implica l’intimità sessuale.

L’espressione è fallace: che senso può avere una unione in cui le persone non si impegnano l’una nei confronti dell’altra, e manifestano in tal modo una mancanza di fiducia nell’altro, in se stessi o nell’avvenire?

L’espressione abbraccia situazioni diverse: concubinato, rifiuto del matrimonio come tale, incapacità di legarsi con impegni a lungo termine. 277 Tutte queste situazioni costituiscono un’offesa alla dignità del matrimonio; distruggono l’idea stessa della famiglia; indeboliscono il senso della fedeltà. Sono contrarie alla legge morale: l’atto sessuale deve avere posto esclusivamente nel matrimonio; al di fuori di esso costituisce sempre un peccato grave ed esclude dalla comunione sacramentale.

2391 Molti attualmente reclamano una specie di « diritto alla prova » quando c’è intenzione di sposarsi. Qualunque sia la fermezza del proposito di coloro che si impegnano in rapporti sessuali prematuri, tali rapporti « non consentono di assicurare, nella sua sincerità e fedeltà, la relazione interpersonale di un uomo e di una donna, e specialmente di proteggerla dalle fantasie e dai capricci ». 278 L’unione carnale è moralmente legittima solo quando tra l’uomo e la donna si sia instaurata una comunità di vita definitiva. L’amore umano non ammette la « prova ». Esige un dono totale e definitivo delle persone tra loro. 279