L’aborto

Cari fratelli e sorelle, oggi il problema dell’aborto dilaga sempre più, è un fatto disastroso e diffusissimo.

Sappiamo che nel momento del concepimento, Dio immette l’anima nel grembo materno, per questo fin da subito è una creatura di Dio, un essere umano, un figlio di Dio.

Commettere l’aborto significa compiere un omicidio.

Anche se il medico afferma che il bambino con molte probabilità non sarà sano o non potrà sopravvivere o avrà altri gravi problemi e consiglia l’aborto, non bisogna accettare di compiere questo atto gravissimo. Se anche il bambino fosse malato, è un grande dono di Dio come tutte le altre creature, e sicuramente Dio avrà preparato un progetto d’amore e di salvezza su di lui.

Dio non sbaglia mai, per ognuno dispone le cose giuste, anche se non sempre possiamo comprendere i suoi disegni imperscrutabili. Dobbiamo affidarci alla Sua volontà e dire il nostro SI.

Il diavolo brama questo atto gravissimo, perché vuole che le anime si macchino di questo peccato mortale contro Dio, trascinandole in un vortice di male che genera male, per portare all’inferno più anime possibili.

L’aborto molte volte lascia nell’anima una ferita profonda, tante mamme non riescono a perdonarsi per l’atto compiuto, possono cadere in depressione e rimangono ferite e sofferenti per molto tempo.

Fidiamoci di Gesù! È sempre pronto a perdonarci e lenire le nostre ferite più profonde. Gesù è il miglior medico, il miglior amico, il miglior consolatore.

Questo peccato oggi può essere assolto da tutti i sacerdoti, e avendo pentimento per quanto commesso, si è sicuri di essere stati perdonati da Dio e di tornare pienamente nella Sua Grazia. L’anima è la cosa più importante.

Bisogna tener presente che anche le persone vicine che hanno consigliato e favorito l’aborto sono colpevoli dello stesso peccato e devono pentirsi e confessarsi. Anche il medico che effettua l’aborto è colpevole e scomunicato così come i genitori: un delitto rimane un delitto, anche se fatto per lavoro. Ricordiamo che anche la pillola del giorno dopo è un metodo abortivo e non va utilizzata.

Le mamme che hanno perso un figlio in modo naturale ovviamente non hanno colpa.

Non avvalliamo questo peccato o saremo responsabili davanti agli occhi di Dio.

Con amore fraterno

Dario

 

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica

L’aborto

2270 La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l’essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita. 181

« Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato » (Ger 1,5).

« Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra » (Sal 139,15).

2271 Fin dal primo secolo la Chiesa ha dichiarato la malizia morale di ogni aborto provocato. Questo insegnamento non è mutato. Rimane invariabile. L’aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale:

« Non uccidere il bimbo con l’aborto, e non sopprimerlo dopo la nascita ». 182

« Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l’altissima missione di proteggere la vita, missione che deve essere adempiuta in modo degno dell’uomo. Perciò la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; e l’aborto come pure l’infanticidio sono abominevoli delitti ». 183

2272 La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. « Chi procura l’aborto, se ne consegue l’effetto, incorre nella scomunica latae sententiae », 184 « per il fatto stesso d’aver commesso il delitto » 185 e alle condizioni previste dal diritto. 186 La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravità del crimine commesso, il danno irreparabile causato all’innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società.

2274 L’embrione, poiché fin dal concepimento deve essere trattato come una persona, dovrà essere difeso nella sua integrità, curato e guarito, per quanto è possibile, come ogni altro essere umano.