Santa Madre Teresa di Calcutta

Beatificata da Papa Giovanni Paolo II il 19 Ottobre 2003… fatta Santa da Papa Francesco il 4 Settembre 2016.

 

Io sono come una PICCOLA MATITA nelle Sue mani, nient’altro. 

È Lui che pensa. È Lui che scrive. 

La matita non ha nulla a che fare con tutto questo.

La matita deve solo poter essere usata.


Come suora dell’ordine di Loreto, Madre Teresa di Calcutta, aveva vissuto fedelmente per quasi undici anni il voto di obbedienza quando decise di legarsi a Gesù con un vincolo ancora più stretto: «dare a Dio qualunque cosa Egli mi possa chiedere, […] non rifiutarGli nulla» scrisse la Santa di Calcutta a Padre di Neuner nel 1962, «sotto vincolo di peccato mortale». Sapeva infatti che Dio l’amava incondizionatamente e confidando nella Sua volontà non ebbe paura di impegnarsi rinunciando così al suo libero arbitrio. Tale impegno non la rese mai triste o scoraggiata… anzi era la gioia, che non discendeva tanto dalla sua indole quanto dalla sua sottomissione, a contraddistinguerla… diceva infatti alle sorelle nelle sue istruzioni che «la sottomissione per chi ama è più di un dovere, è una beatitudine». «Un mantello che nasconde[va] una vita di sacrificio, continua unione con Dio, fervore e generosità» questa era per lei la gioia e diceva «quando vedo qualcuno triste penso sempre che stia rifiutando qualcosa a Gesù».

Spesso distribuiva un biglietto che chiamava il suo “biglietto da visita” con stampata una delle sue massime:

Il frutto del silenzio è la preghiera,

il frutto della preghiera  è la fede,

il frutto della fede è l’amore,

il frutto dell’amore è il servizio,

il frutto del servizio è il pace.

Riguardo alla consapevolezza che l’AMORE non è un semplice sentimento ma una forte volontà tesa strenuamente al bene scrisse al Vescovo Picachy nel 1965/66: «Grazie a Dio non serviamo Dio con i nostri sentimenti altrimenti non so dove sarei».

“Oggi la gente è affamata d’amore, 
e l’amore è la sola risposta 
alla solitudine e alla grande povertà. In alcuni paesi non c’è fame di pane, 
la gente soffre invece di terribile solitudine, 
terribile disperazione, terribile odio, perché si sente indesiderata, 
derelitta e senza speranza. Ha dimenticato come si fa a sorridere. Ha dimenticato la bellezza del tocco umano. Ha dimenticato cos’è l’amore degli uomini. Ha bisogno di qualcuno che 
la capisca e la rispetti.”

 

“Dite a Gesù: Sarò quella. Io Lo consolerò, incoraggerò e amerò. Siate con Gesù. Lui pregava e pregava, e poi andò a cercare conforto, ma non ne trovò. Scrivo sempre quella frase: Ho atteso consolatori, ma non ne ho trovati. Poi aggiungo..sii quella. Così ora, siate voi “quelle”. Cercate di essere “quelle” che condividono con Lui, che Lo confortano, che Lo consolano. Quindi chiediamo a Maria di aiutarci a capire. Sii quella, sii quella che sazierà la sete. Invece di dire “ho sete” dite “sii quella”. Fate qualsiasi cosa crediate Dio vi stia chiedendo di fare per essere “quella” che Lo sazia.”



Non aver paura. Tutto andrà bene, il seme deve morire se vuole produrre frutto. Sono più che certa: Gesù certamente vuole che i Fratelli Missionari Della Parola esistano, e questa solitudine è l’inizio di un grande amore. Tu non sei solo, “Gesù e tu”. Il tabernacolo è il più bel segno d’amore a cui guardare quando ti senti solo. Non avere paura, Lui è li, nonostante l’oscurità e il fallimento. E’ stato così per Gesù nell’orto degli ulivi. “non siete stati capaci di vegliare un ora soltanto.” Si è sentito talmente solo quella notte.. non avere paura. Metti la tua mano in quella di Maria e cammina con Lei.”

 

“Mi meraviglio della Sua grande umiltà e della mia piccolezza e nullità. Credo che questo sia il punto in cui Gesù e io c’incontriamo. Lui è tutto per me e io sono la Sua piccola, così impotente, così vuota, cosi piccola. Sono così piccola: tutte le cose che le persone continuano a riversare su di me e intorno a me non entrano dentro. Forse io non vedo a causa dell’oscurità. Forse Egli vuole che sia cosi. Io lascio che Lui faccia a modo Suo. Sorrido nel constatare che la scatola di cartone si riempie di ogni genere di cose, cose grandi che per la maggior parte non comprendo. Io so di venire usata soltanto e persino da questi per affermare la presenza dei poveri e la sollecitudine nei loro confronti. E quindi accetto tutto con un sorriso e in loro nome.”


Raggi dell’amore di Dio

Aiutami a diffondere dovunque il tuo profumo, o Gesù.
 Dovunque io vada. Inonda la mia anima del Tuo Spirito e della Tua vita.    
Diventa padrone del mio essere in modo così completo che tutta la mia vita sia un’irradiazione della Tua.
Perché ogni anima che avvicino possa sentire la Tua presenza dentro di me.
 Perché guardandomi non veda me, ma Te in me.
 Resta in me. Così splenderò del Tuo stesso splendore e potrò essere luce agli altri.
Non importa quanto si dà ma quanto amore si mette nel dare.

“Il dolore e la sofferenza non sono altro che un bacio di Gesù, un segno che ti sei avvicinata così tanto a Gesù che Lui può baciarti. Penso che questa sia la definizione più bella della sofferenza. Perciò siamo felici quando Gesù si china per baciarci. Mi auguro che noi siamo abbastanza vicini da permettergli di farlo. Perciò figlia mia sii felice. Non scoraggiarti, sorridi in cambio. Per te è una bellissima opportunità di diventare pienamente e totalmente tutta per Gesù.”

 

“..No io non ho mai avuto dubbi. Sono convinta che il merito sia Suo, non mio. Che sia la Sua opera, non la mia. Io sono solo a Sua disposizione. Senza di Lui non posso fare nulla. Ma neanche Dio può fare niente per qualcuno che sia già pieno. Bisogna svuotarsi di tutto per lasciarLo entrare, per fare ciò che Egli vuole. Questa è la cosa più bella di Dio. Essere Onnipotente, eppure non fare costrizione verso nessuno.”

 

 

Mandami qualcuno da amare
Signore, quando ho fame, dammi qualcuno che ha bisogno di cibo;
quando ho sete, mandami qualcuno che ha bisogno di una bevanda;
quando ho freddo, mandami qualcuno da scaldare;
quando ho un dispiacere, offrimi qualcuno da consolare;
quando la mia croce diventa pesante, fammi condividere la croce di un altro;
quando sono povero, guidami da qualcuno nel bisogno;
quando non ho tempo, dammi qualcuno che io possa aiutare per qualche momento;
quando sono umiliato, fa’ che io abbia qualcuno da lodare;
quando sono scoraggiato, mandami qualcuno da incoraggiare;
quando ho bisogno della comprensione degli altri, dammi qualcuno che ha bisogno della mia;
quando ho bisogno che ci si occupi di me, mandami qualcuno di cui occuparmi;
quando penso solo a me stesso, attira la mia attenzione su un’altra persona

 

 

Ho sentito il battito del tuo cuore

Ti ho trovato in tanti posti, Signore. Ho sentito il battito del tuo cuore nella quiete perfetta dei campi, nel tabernacolo oscuro di una cattedrale vuota, nell'unità di cuore e di mente di un'assemblea di persone che ti amano. Ti ho trovato nella gioia, dove ti cerco e spesso ti trovo. Ma sempre ti trovo nella sofferenza. La sofferenza è come il rintocco della campana che chiama la sposa di Dio alla preghiera. Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza della sofferenza degli altri. Ti ho visto nella sublime accettazione e nell'inspiegabile gioia di coloro la cui vita è tormentata dal dolore. Ma non sono riuscito a trovarti nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri. Nella mia fatica ho lasciato passare inutilmente il dramma della tua passione redentrice, e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata dal grigiore della mia autocommiserazione. Signore io credo. Ma tu aiuta la mia fede.

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