Santa Faustina Kowalska

 

Memoria: 5 Ottobre

Proclamata Santa da Papa Giovanni Paolo II nel 2000


Grande mistica e maestra di vita spirituale..

Elena Kowalska nasce il 25 agosto 1905 terza di dieci figli..in una famiglia di contadini, frequentò la scuola per appena tre anni scarsi  e fin dall’età di sette anni sentì la vocazione religiosa ma non avendo il consenso dei genitori per entrare nel convento, cercava di sopprimerla.

Aveva 16 anni quando vide una gran luce…pensò a un incendio e si mise a urlare..era proprio nel momento in cui i panettieri infornavano il pane…l’allarme risultò falso. Poco dopo chiese ai genitori il permesso di entrare in convento, questi però anche se molto timorosi di Dio accamparono scuse nella mancanza di soldi per la dote e non le diedero il consenso. Elena senza il permesso dei genitori non volle entrare in convento e continuò il lavoro di domestica.

Compiuti 18 anni chiese ancora una volta ai genitori il permesso di entrare in convento, ma i genitori rifiutarono nuovamente. Dopo questo rifiuto scrisse nel « Diario »:

Mi diedi alla vanità della vita, non rivolgendo alcuna attenzione alla voce della grazia, sebbene l’anima mia non trovasse soddisfazione in nulla. Il richiamo continuo della grazia era per me un gran tormento, però cercavo di soffocarlo con i passatempi. Evitavo d’incontrarmi con Dio intimamente e con tutta l’anima mi rivolgevo verso le creature (D. 8).
7f999ae0206ab24373fb145a9ec319afQuindi non rifiutò l’invito di andare a ballare nel parco «Venezia». Al momento in cui cominciai a ballare, scorsi improvvisamente Gesù accanto a me, Gesù flagellato, spogliato delle vesti, tutto coperto di ferite, che mi disse queste parole ‘Quanto tempo ancora ti dovrò sopportare? Fino a quando mi ingannerai?’ All’istante si spense l’allegro suono della musica; scomparve dalla mia vista la compagnia in cui mi trovavo. Rimanemmo soli Gesù e io (D. 9).
Con la scusa di un mal di testa lasciò subito la compagnia recandosi alla chiesa più vicina, la cattedrale di San Stanislao Kostka. Lì, senza guardarsi intorno, si mise a croce stesa per terra davanti al Santissimo Sacramento invocando dal Signore la risposta alla domanda: Che cosa fare? Parti immediatamente per Varsavia; là entrerai in convento (D. 10), sentì nella risposta.

Senza chiedere il consenso dei genitori, fece la valigia e comunicò a una delle sue sorelle la decisione di partire per Varsavia.

 

Il 1 agosto dell’anno 1925 entrò nella Congregazione delle Suore della Beata Vergina Maria della Misericordia a Varsavia …prese qui il nome “suor Maria Faustina”

Mi sentivo infinitamente felice; mi pareva di essere entrata nella vita del paradiso. Dal mio cuore erompeva, unica, una preghiera di gratitudine (D. 17).


 

5a33948ace2994aa0cea59741c557bc8Durante gli anni della sua vita religiosa ricevette grazie straordinarie : le rivelazioni, le visioni, le stigmate nascoste, la partecipazione alla passione del Signore, il dono dell’ubiquità, il dono di leggere nelle anime, il dono della profezia e il raro dono del fidanzamento e dello sposalizio mistico. Aveva un contatto vivo con Dio, con la Madonna, con gli angeli, con i santi, con le anime del purgatorio, con tutto il mondo soprannaturale… ma lei stessa diceva nel suo «diario»:

Né le grazie, né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono ad essa elargito la rendono perfetta, ma l’unione intima della mia anima con Dio. I doni sono soltanto un ornamento dell’anima, ma non ne costituiscono la sostanza né la perfezione. La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio (Diario p. 380).

Nessuno aveva sospetti sulla sua vita mistica. Svolgeva con diligenza tutti i lavori, osservava fedelmente le regole religiose, era riservata, silenziosa e contemporaneamente piena di amore benevolo e disinteressato. La sua vita apparentemente ordinaria, monotona e grigia nascondeva in sè una profonda e straordinaria unione con Dio…

«O vita grigia e monotona di tutti i giorni, quanti tesori tu racchiudi in te! A guardare con l’occhio della fede, nessuna ora è identica alla precedente, per cui scompaiono la monotonia e il grigiore. La grazia che mi è stata destinata per l’ora attuale non si ripeterà più nell’ora seguente: una grazia mi verrà concessa ancora, ma non sarà più la stessa. Il tempo passa e non ritorna indietro. Ciò che vi inseriamo non sarà più cancellato: resta inciso su di esso come un sigillo per l’eternità.»

 

Suor Faustina, distrutta dalla malattia e da varie sofferenze morì il 5 ottobre 1938 all’età di appena 33 anni.


 

  “Mia discepola, abbi un grande amore per coloro che ti fanno soffrire. Fa’ del bene a coloro che ti odiano.
 “O mio Maestro, Tu vedi bene che non ho sentimenti d’amore per loro”.
“L’AMORE NON E’ UN SENTIMENTO, MA UN ATTO DI VOLONTA’. E il sentimento non è sempre in tuo potere. Da questo riconoscerai se hai vero amore: se dopo aver ricevuto dispiaceri e contrarietà, non perdi la calma, ma preghi per coloro dai quali hai ricevuto le sofferenze, e desideri per loro il bene”.
“Ma Signore, non vedi quanto abusano della mia bontà…”
“E allora… pensi  che non abusino della mia? Ma io perdono ugualmente”.

 


«Non è piccola cosa ciò che si compie per amore. So che non è la grandezza dell’opera, ma la grandezza dello sforzo che verrà premiata da Dio. Quando uno è debole e malato, compie sforzi continui per arrivare a fare quello che tutti gli altri compiono normalmente. Tuttavia non riesce sempre a venirne a capo. La mia giornata incomincia con la lotta e con la lotta anche finisce. Quando la sera mi vado a coricare, mi par d’essere un soldato che torna dal campo di battaglia.»

⟪Il mio cuore è dimora stabile di gesù  nessun altro vi ha accesso .da gesù attingo la forza per lottare contro tutte le difficioltà  e contrarietà, desidero trasformarmi in Gesù  per potermi dedicare perfettamente alle anime.  Senza Gesù non mi avvicinerei alle anime  perché so quello che sono in me stessa .Assorbo iddio dentro di me per poterlo dare alle anime .Desidero stancarmi,lavorare ,annientarmi per la nostra opera  di salvezza delle anime immortali . non importa se questi sforzi abbrevieranno la mia vita,dato  che essa non appartiene più a me , ma è proprietà della congregazione . con la fedeltà alla congregazione, desidero essere  utile a tutta la chiesa⟫


«Nonostante la mia grande miseria non ho paura di nulla, ma anzi spero di cantare eternamente il mio canto di lode. Nessuno, neppure il più miserevole, dubiti mai, finché vive, di poter diventare un grande santo. Perché grande è la potenza della grazia divina.»


«La vita eterna deve cominciare già su questa terra per mezzo della santa Comunione. Figlia mia, non tralasciare mai la Comunione, tranne quando sei ben consapevole di essere caduta gravemente. All’infuori di questo, non avere paura di unirti a Me nel Mio mistero d’Amore. I tuoi piccoli difetti spariranno nel fuoco del Mio amore – come una pagliuzza gettata in un grande incendio. Ho istituito un trono di Misericordia sulla terra, e questo trono è il tabernacolo. Da questo trono desidero scendere nei cuori umani. Non Mi sono circondato né di un seguito, né da guardie; chi vuole può venire da Me in ogni momento. Quando nella Comunione entro in un cuore umano, ho le mani piene di grazie di ogni genere che desidero donare alle anime – ma le anime non Mi prestano nemmeno attenzione. Quanto è triste per Me vedere le anime che non vogliono conoscere il mio Amore! Si comportano con Me come con qualcosa di inerte. In certi cuori è come se andassi ad affrontare un’altra Passione”.»

gesù misericordioso


Il giorno della sua vestizione:

–    “Il Signore mi ha fatto conoscere i peccati commessi nel mondo intero in questo giorno. Sono svenuta per lo spavento. E, nonostante conosca l’abisso della Divina Misericordia, non riesco a capire come Dio tenga in vita l’umanità. Subito dopo, il Signore mi ha fatto sapere chi è che regge il mondo: sono le anime elette. Quando il numero degli eletti sarà terminato, il mondo cesserà di esistere. Poi ho chiesto a Gesù: perché permetti a certi uomini di compiere crimini così efferati?”

–    “Ho tutta l’eternità per castigarli. Ora prolungo loro il tempo della Misericordia”.


“Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell’inferno. E un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione. Queste le pene: la prima, quella che costituisce l’inferno stesso, la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta, il fuoco che penetra l’anima ma non l’annienta; la quinta, l’oscurità continua, (…) insieme alla visione del male compiuto da se stessi e dagli altri; la sesta, la compagnia continua di Satana; la settima, la tremenda disperazione, l’odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie. Quello che ho scritto è solo una debole ombra delle cose che ho visto. Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun’anima si giustifichi dicendo che l’inferno non c’è, oppure che nessuno c’è mai stato e nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina, per ordine di Dio, sono stata negli abissi dell’inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l’inferno esiste veramente. Una cosa ho notato: LA MAGGIOR PARTE DELLE ANIME DANNATE SONO ANIME CHE, QUANDO ERANO IN VITA, NON CREDEVANO CHE L’INFERNO ESISTESSE”.


“Ascolta, figlia Mia, tutte le OPERE che sorgono per Mia volontà devono passare per grandi sofferenze. Ma considera se c’è mai stata qualche opera esposta a maggiori ostacoli dell’opera compiuta direttamente da me: la Redenzione. Non badare molto alla mormorazioni intorno a te. Lascia che ognuno ti giudichi come gli piace. Lascia che ti tolgano anche ciò che ti appartiene:  la stima, il buon nome. Il tuo spirito sia superiore a tutto questo. Qualunque avversario ti potrà nuocere soltanto per quello che Io gli permetterò.  Che le anime lo sappiamo o meno, lo vogliano o meno, possono fare solo quello che io permetto loro”.

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Divina Misericordia

Gesù a suor Faustina