FESTIVAL della PREGHIERA

Avvenire
Lazio Sette 17 luglio 2016
DI VINCENZO MANCUSI

Dal 26 al 28 agosto si svolgerà, presso la Porta Santa dell’ambiente nella Selva di Paliano, grazie ad un’illuminata intuizione del vescovo Sigalini, un «festival della preghiera». Solitamente si è abituati ad utilizzare la parola festival per indicare una kermesse di qualche cantante o gruppo musicale famoso, occasione di ritrovo e di festa specialmente per il mondo giovanile. Ma tutto questo può e dovrebbe avvenire anche per Cristo. Si tratterà di tre giorni intensi, in cui si alterneranno la liturgia delle ore, la celebrazione eucaristica, la condivisione, la catechesi, i canti, momenti di riflessione, di adorazione e di testimonianze di persone che, attraverso la preghiera, sono riuscite a dare un senso nuovo e più autentico alla propria esistenza. Questo festival della preghiera sarà realizzato grazie alla collaborazione di diversi uffici della curia vescovile: dall’ufficio liturgico a quello della pastorale giovanile, da quello vocazionale a quello della pastorale familiare, dall’ufficio della pastorale sociale a quello della comunicazione.
Naturalmente saranno coinvolte anche le diverse associazioni laicali che operano nel territorio diocesano, le quali cureranno i diversi momenti di preghiera. Anche di notte sarà possibile pregare dinanzi al Santissimo Sacramento, proprio ad indicare che sempre il cristiano deve avvertire «l’intimo tormento» di stare alla presenza del suo Signore.
La scelta del luogo del festival non è casuale, una Porta Santa nell’ambiente è stata un evento unico e originale che porta la firma del vescovo Sigalini.
Papa Francesco, nella “Laudato sì”, sottolinea l’urgenza di difendere, custodire e proteggere la «casa comune » dell’uomo, ovvero il creato.Il Santo Padre constata amaramente che i numerosi ed ormai repentini cambiamenti climatici e l’uso dissennato delle risorse naturali stanno causando un sostanziale deterioramento della vita umana e provocano una pericolosa degradazione sociale. Una sfida allettante ed impegnativa quella proposta ai credenti dal Santo Padre, ma che, a partire dalla preghiera, può trovare sbocchi operativi e rendere così il mondo un vero e proprio giardino, il cui custode, ovvero l’uomo, a partire dalla bellezza del creato giunge a contemplare la bellezza e la santità del Creatore. E’ quello che ha fatto il Serafico Padre San Francesco, in modo del tutto singolare, nel Cantico delle Creature, ispirando così e dando un’impronta verde a tutta la spiritualità francescana, e che poi ha condotto San Bonaventura da Bagnoregio nell’Itinerarium mentis in Deum a lodare Dio per le cose meravigliose e stupende che ha donato all’uomo.