Come non allontanare i propri cari da Dio

Cari fratelli e sorelle in cammino, oggi parliamo di come fare per non allontanare i nostri cari da Dio.

Quando in una famiglia arriva all’improvviso la conversione di una persona, per la gioia e la fede riscoperta, questa desidera o pretende che tutti i suoi cari si convertano; capita allora che le persone vicine, non capendo il cambiamento radicale, rimangano perplesse o incredule, a volte anche prendendo in giro la persona o allontanandosi da lei. Bisogna quindi parlare di Dio ma con prudenza ed equilibrio, non con assillo o fanatismo.

Anche in famiglia, fra marito e moglie, o con i figli, possono esserci delle incomprensioni, ad esempio se il marito prima viveva con la moglie in un determinato modo e cambia radicalmente, non facendo più le stesse cose di prima, la moglie pensa che il marito non la ami più,  che sia impazzito perché prega sempre e pretende che anche lei preghi, diversamente da prima. La moglie si sente trascurata o addirittura tradita dal marito e rischia di provare antipatia o gelosia verso Gesù. Dal suo punto di vista, è come se Gesù glielo avesse portato via e, se non crede, cominciano gli insulti verso Dio.

Oppure la moglie, se frequenta sempre gruppi di preghiera, uscendo di casa ogni sera, lascia il marito arrabbiato perché rimane a casa da solo. Bisogna pregare quando può non dare fastidio al marito e fare compagnia a lui quando è presente. Anche quando un figlio o una figlia, che prima viveva in modo dissoluto, ha la conversione e comincia a frequentare la chiesa o gruppi di preghiera, può sembrare impazzito.

Come possiamo fare con i nostri cari? Dobbiamo stare loro vicino, amandoli e pregando per la loro conversione e perché anche loro facciano quell’incontro con Gesù che noi abbiamo avuto; con l’esempio si ottiene più che con mille parole. Se il nostro cambiamento è vero, cambieranno anche loro.  Non urliamo, non arrabbiamoci, non dobbiamo essere orgogliosi e permalosi. Quando saremo diversi davvero, anche loro saranno felici che Dio ci ha cambiati, altrimenti diranno sempre: “preghi tanto ma ti comporti male, a cosa serve pregare se sei così!”.

Incontro tante mamme che piangono disperate perché i figli non pregano, ma quando chiedo da quanto tempo loro hanno iniziato a pregare e a vivere in Grazia, spesso mi rispondono che hanno iniziato la loro conversione da poco, qualche mese o qualche anno. Allora rispondo che bisogna dare l’esempio ai figli fin da piccoli, facendoli crescere nella preghiera e nell’amore di Dio; non si può pretendere da loro un cambiamento immediato quando sono grandi solo perché l’abbiamo avuto anche noi. Possiamo solo pregare, offrire fioretti e digiuni per la loro conversione. Fidiamoci di Dio: come ha chiamato noi, chiamerà anche loro; preghiamo perché sentano e rispondano alla Sua chiamata.

Con amore fraterno

Dario

Dal Vangelo:

34 Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. 35 Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri».    Gv 13, 34 – 35

16 Non voi avete scelto Me, ma Io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel Mio nome, ve lo conceda. 17 Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.    Gv 15, 16 – 17