San Charbel… “storia di Dio”

Charbel Makhlouf (Youssef Antoun)

monaco maronita libanese vissuto nel XIX secolo
beatificato da papa Paolo VI nel 1965 durante il Concilio Ecumenico Vaticano II
e proclamato poi Santo il 9 ottobre 1977
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 Festa Liturgica 24 Luglio

 

L’amore è l’unico tesoro che potete accumulare in questo mondo e portare con voi nell’altro. Tutta la gloria, il lavoro, le fortune, i tesori e i successi che credete di aver posseduto in questo mondo, resteranno in questo mondo.

(San Charbel)

La vita terrena di San Charbel fu costellata di eventi e fenomeni inspiegabili, straordinari…fenomeni che hanno continuato a manifestarsi anche dopo la sua morte intorno alla sua tomba…

E’ vissuto nel nascondimento  più assoluto e non ha lasciato nulla di scritto, né lettere, né riflessioni né un diario spirituale, che ci consenta di sollevare, anche di poco, il velo sul suo rapporto intimo con Dio ma abbondano i “segni” della sua grandezza spirituale.

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Facciamo un passo indietro..

Il santo è l’ultimo dei cinque figli di Antoun Makhlouf e Brigitta Al-Chidiac. Nacque l’8 maggio 1828, con il nome di Youssef, in Libano, a Bqaakafra, un villaggio che sorge a 1800 metri sopra la “Valle Santa” (chiamata così perché è il luogo dove si trovano i più antichi insediamenti monastici della regione). Numerosi eremiti abitavano nelle sue grotte, e lo spirito ascetico che si sprigionava da quel luogo impregnava l’intera valle.

I genitori di Youssef erano molto pii, in particolare la madre.
Il padre lavorava la terra e allevava il bestiame e Youssef aveva solo tre anni, quando ne rimase orfano.


Vita religiosa…

…Chiesa di Annaya

Fin da ragazzino era, per sua natura, incline alla preghiera e alla solitudine. Si confessava e si comunicava spesso, portava sempre con sé il libro di preghiere. Il suo compito giornaliero era quello di condurre la mucca al pascolo, ma amava isolarsi dai suoi coetanei che pascolavano il bestiame come lui, per dedicare il suo tempo alla preghiera. Alla sua mucca diceva:  “Aspetta che finisca di pregare, perché non posso parlare con te e con Dio allo stesso tempo. Lui ha la precedenza!” . La sua vocazione fu favorita anche da due zii materni, eremiti nella Valle Santa. La madre di Youssef però, forse per grande affetto,  ostacolava quella inclinazione del figlio. E così, una notte, quando aveva 23 anni, Youssef, seguendo la voce del suo cuore, fuggì di casa ed entrò in noviziato al  convento di Maifouq. La madre lo cercò e lo supplicò di tornare a casa, ma il giovane fu irremovibile.
Dopo la sua fuga da casa, affrontò l’“anno di prova” e per la sua nuova vita di religioso prese il nome di Charbel, in onore di un martire antiocheno, morto nel 121 e venerato dalla Chiesa orientale.

La frase che la madre gli disse raggiungendolo al monastero appena dopo la sua fuga fù:

“Se non riesci a diventare un monaco santo torna a casa”…

..Charbel certo non si tirò indietro…Nel monastero di Maifouq, Fra Charbel apprese le regole della vita religiosa. Si distingueva dagli altri novizi per obbedienza esemplare. Ma quel monastero non corrispondeva alle sue aspettative di solitudine e silenzio.

 

Chiese ai superiori di essere trasferito in un monastero più isolato e venne mandato nel convento San Marone di Annaya, dell’Ordine Libanese Maronita.

                                                                                   Sacerdozio…

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…Eremo dei SS. Pietro e Paolo

Nel 1853, dopo i voti solenni, fu inviato all’istituto teologico di Kfifane, per prepararsi al sacerdozio. Qui, per cinque anni, fu allievo di un grande santo teologo, Nimatullah Al-Hardini, elevato alla gloria degli altari nel 2004, trasmise lui a Charbel non solo l’amore profondo per la teologia, ma soprattutto l’amore per Dio e per la vita ascetica.
Completati gli studi e ordinato sacerdote nel 1859, Charbel tornò al monastero di Annaya, dove trascorse 16 anni di vita monastica esemplare, per le sue grandi virtù e l’ obbidienza “più angelica che umana”.

Nel 1875 ottenne il permesso di ritirarsi all’eremo dei Santi Pietro e Paolo, annesso al monastero di Annaya, dove trascorse gli anni più intensi della sua comunione con Dio e dove morì il 24 dicembre 1898.

Nell’eremo dei santi Pietro e Paolo, il P. Charbel si dedicò al colloquio intimo con Dio, perfezionandosi nelle virtù, nella ascesi, nella santità eroica, nel lavoro manuale, nella coltivazione della terra, nella preghiera (Liturgia delle ore 7 volte al giorno), e nella mortificazione della carne, mangiando una volta al giorno e portando il cilicio

…Chiesa del monastero


Fenomeni carismatici..prodigi…miracoli…

 

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  • La gente di ogni confessione religiosa ricorreva a lui per chiedergli di benedire i campi, le case, il bestiame, i malati e i prodigi piovevano abbondanti. Il santo conosceva gli eventi a distanza e aveva il dono di scrutare le coscienze.
  • Il superiore un giorno gli ordinò di benedire la dispensa che scarseggiava di provviste e le giare subito si riempirono di grano e olio.
  • Durante le frequenti invasioni di cavallette, causa di carestia e di morte, solo i campi benedetti dal santo sfuggivano alla devastazione. La sua benedizione scongiurò la morte di interi allevamenti di bachi da seta, che costituivano una fonte primaria di sostentamento per il convento e la popolazione.
  • Un altro episodio straordinario segna il suo “legame” con  lolio:

«A quei tempi non c’era l’elettricità e i monaci usavano le lampade ad olio per leggere e pregare. Un giorno il santo rientrò tardi dai campi non sapeva dunque che il superiore in refettorio avesse chiesto ai monaci di risparmiare l’olio e di non accendere per alcune notti le lanterne dopo la campana del riposo. Così chiese a un inserviente di riempirgli il serbatoio della lanterna. Per scherzo il giovane, con la complicità di alcuni compagni, lo riempì di acqua invece che di olio. Padre Charbel non si accorse di nulla, prese la lampada, entrò nella sua cella e l’accese come se niente fosse. I colpevoli, sbigottiti, andarono a chiamare il superiore, perché non si spiegavano come mai la lampada piena d’acqua si fosse accesa. Dopo avere controllato che effettivamente la lanterna del santo contenesse acqua, il superiore gli permise di trasferirsi all’eremo di Annaya» XXXX

 

Cosa è l’olio di San Charbel??

L’olio di San Charbel è diventato una fonte di pace interiore e di guarigione fisica per tutti coloro che credono nella potenza di Dio tramite i suoi santi, sii dimostra un mezzo efficace dell’intercessione. Per questo si parla di  OLIO BENEDETTO MIRACOLOSO

 

 Dopo la sua morte, nel 1898, la tomba fu circondata da una “straordinaria luminosità” che durò per quarantacinque giorni, alcuni mesi dopo si verificarono fenomeni straordinari sempre intorno alla sua tomba: fu aperta e il corpo fu trovato intatto e morbido. Rimesso in un’altra cassa, fu collocato in una cappella appositamente preparata, e dato che il suo corpo emetteva un sudore rossastro, le vesti venivano cambiate due volte la settimana. Nel 1927, essendo iniziato il processo di beatificazione, la bara fu di nuovo dissotterrata. Nel febbraio del 1950 monaci e fedeli videro che dal muro del sepolcro stillava un liquido viscido. Supponendo un’infiltrazione d’acqua, davanti a tutta la Comunità monastica fu riaperto il sepolcro: la bara era intatta, il corpo era ancora morbido e conservava la temperatura dei corpi viventi. Il superiore asciugò con un amitto il sudore rossastro dal viso del Beato ed il volto rimase impresso sul panno. Per 67 anni inoltre trasudò ininterrottamente un liquido rossastro (sudore misto sangue), fino a quando la Chiesa lo dichiarò beato e il corpo rimase comunque intatto.

 

Tomba di San Charbel ricavata da un cedro del Libano

 


Padre Charbel aveva sempre il cappuccio calato sugli occhi…. cosìcche nessuno, dopo il suo ingresso nel monastero, poteva vedere il suo volto… eppure abbiamo questa immagine che lo rappresenta… da dove viene?

 

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Al centro potete notarlo con gli occhi volti in basso, con un viso dolce incorniciato da una saggia barba bianca ed un semplice cappuccio da frate.. ma in quella foto lui non era presente:

l’8 maggio 1950 (mezzo secolo dopo la sua morte), in coincidenza con la sua data di nascita, quattro missionari maroniti scattarono una foto di gruppo insieme al custode presso la sua tomba.
Durante lo sviluppo apparve un sesto personaggio, un monaco dalla barba bianca, a mezzo busto, con il cappuccio e gli occhi abbassati. Non vi era alcun fotomontaggio ed i monaci più anziani riconobbero in quel volto, il VOLTO DI SAN CHARBEL con i tratti degli ultimi suoi giorni di vita mortale.


 

I miracoli di S. Charbel hanno oltrepassato le frontiere del Libano, ed un gran numero di lettere e di rapporti conservati nei registri del monastero di S. Marone ad Annaya attestano chiaramente la diffusione della fama della sua santità nel mondo intero. Si tratta di un fenomeno unico, che ha operato un ritorno alla morale ed alla fede ed ha risvegliato le virtù negli spiriti, facendo della tomba di S. Charbel un polo d’attrazione per tutti i fedeli di qualsiasi ceto sociale e qualunque età.
saint-charbel-tombLe guarigioni fatte per intercessione di S. Charbel, il cui ricordo è consegnato ai registri del monastero di S. Marone ad Annaya si contano a decine di migliaia. Vi si aggiungono quelle avvenute in ogni luogo nel mondo e che riguardano gente di tutti i colori, religioni e confessioni. Esse sono state ottenute, sia per mezzo della preghiera e dell’invocazione, sia per mezzo dell’olio e dell’incenso, sia per le foglie di quercia dell’eremo, che per la terra presa sulla sua tomba, visitando la sua tomba e toccandone la porta, o per la sua immagine e la sua statua.
Alcune di queste guarigioni riguardano il corpo, ma le più importanti riguardano l’anima. Molti pentiti hanno ritrovato Dio per intercessione di S. Charbel, oltrepassando la soglia del monastero di S. Marone ad Annaya o quella dell’eremo dei S.S. Pietro e Paolo.

 


PREGHIERA A SAN CHARBEL

O grande taumaturgo San Charbel, che hai trascorso la vita in solitudine in un eremo umile e nascosto, rinunciando al mondo e ai suoi vani piaceri, e ora regni nella gloria dei Santi, nello splendore della Santissima Trinità, intercedi per noi.

Illuminaci mente e cuore, aumenta la nostra fede e fortifica la nostra volontà. Accresci il nostro amore verso Dio e verso il prossimo. Aiutaci a fare il bene e ad evitare il male. Difendici dai nemici visibili e invisibili e soccorrici per tutta la nostra vita.

Tu che compi prodigi per chi ti invoca e ottieni la guarigione di innumerevoli mali e la soluzione di problemi senza umana speranza, guardaci con pietà e, se è conforme al divino volere e al nostro maggior bene, ottienici da Dio la grazia che imploriamo….., ma soprattutto aiutaci ad imitare la tua vita santa e virtuosa.
Amen


http://sancharbelroma.com/saintCharbel/novena.php   NOVENA a S.CHARBEL